Il body shamingè l’atto di deridere una persona per il suo aspetto fisico. Quasi qualsiasi caratteristica fisica può essere presa di mira: l’adiposità, la magrezza, l’altezza, la presenza, l’assenza o la cura della peluria corporea, il colore dei capelli e l’acconciatura, la forma e le dimensioni del pene, del seno, del bacino o delle natiche; la muscolatura, la presenza o l’assenza di tatuaggi o piercing, fino a malattie considerate antiestetiche come la psoriasi.

La derisione del corpo, che mira a minare l’autostima di qualcuno, può essere messa in atto attraverso i social, con commenti e prese in giro a una foto, diventando una forma di cyberbullismo, o direttamente, rivelandosi un bullismo di cui tutti conosciamo tutti gli effetti negativi.  Qualsiasi persona, di qualsiasi età può esserne vittima, sia uomini che donne, ma accade con maggior frequenza a queste ultime. Ne sono particolarmente feriti gli adolescenti, a causa della maggiore ricerca di accettazione sociale e dei cambiamenti fisici legati all’età.

Il carattere fisico viene colpito perché considerato non aderente ai canoni estetici della cultura in cui la vittima vive: non ha importanza che sia effettivamente anormale, o semplicemente diverso dalla presunta “forma fisica perfetta”, né che la vittima abbia la possibilità di modificarlo o meno. Il canone estetico, spesso lontano dalle caratteristiche di un corpo umano comune o sano, è posto come normale e necessario per considerare una persona apprezzabile e degna di rispetto: il corpo della vittima è al contrario considerato anormale, nonostante sia in genere più simile a quello della maggioranza della popolazione rispetto al modello estetico, e la vittima è colpevolizzata e indotta alla vergogna con conseguente  calo dell’autostima fino a portare a malattie quali disturbi alimentari, ansia e depressione, che possono degenerare fino al suicidio.
Alcune tipologie di body shaming hanno origine antiche nella superstizione popolare, come il pregiudizio contro i capelli rossi, altre derivano da mode diffuse in tempi molto recenti, come la grassofobia. I canoni estetici cambiano da un luogo all’altro e con essi le forme di discriminazione. E’ infatti considerato Body Shaming, qualsiasi tipo di commento, frecciatina o insulto detto con lo scopo di fare provare vergogna del proprio corpo a qualcuno.

Non c’è un modo specifico per porre fine a questo meccanismo ma partendo dal presupposto che nessuno è perfetto e tutti siamo belli così come siamo, possiamo attuare tecniche per cercare di non essere trascinati in questo circolo vizioso. Se chi ci rivolge commenti offensivi, è una persona a cui teniamo, possiamo farglielo notare e chiedergli esplicitamente di smetterla usando frasi come “Basta dirmi che devo dimagrire, io sto bene così!” o “Basta farmi notare che starei meglio con un altro taglio di capelli! Io mi piaccio così”.

Se invece ci troviamo di fronte a conoscenti o estranei, e vediamo che da soli, non riusciamo ad affrontare le persone che ci vessano, dobbiamo farci aiutare intervenendo prima possibile, senza vergogna, parlandone con figure professionali adatte, come uno psicologo, rispondendo con intelligenza a chi cerca di distruggere la nostra autostima.