Sindome dell’ovaio policistico: un miglioramento viene anche dalla nutrizione

Una nutrizione e un programma alimentare su misura nella sindrome dell’ovaio policistico PCOS rappresentano un importante aiuto sia per la salute che per il benessere della donna in senso più ampio.

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) interessa circa il 18% delle donne in età fertile e, come tante sindromi dell’apparato genitale femminile, interessa tutto l’organismo della donna che ne soffre.

Di frequente infatti si associa ad alterazioni del peso, per lo più – ma non esclusivamente- in eccesso, in particolare con un aumento di adipe a livello addominale, elemento che aumenta purtroppo il rischio vascolare, e può rappresentare un gran disagio emotivo per le giovani ragazze.

Altra implicazione frequente è l’alterazione del ciclo mestruale e di conseguenza della fertilità, oltre a possibili disordini endocrini e metabolici che possono causare dalla insulino-resistenza all’irsutismo passando per vari gradi.

In questo quadro è importante la collaborazione tra la figura del ginecologo e del medico nutrizionista, perché tante sono le aree di intervento che possono essere migliorate con una corretta alimentazione e una dieta studiata sulla paziente

I piani alimentari

In quest’ottica i piani alimentari devono concentrarsi su alcuni aspetti principali:

– quantità e tipologia di grassi forniti, limitando quanto più possibile i grassi saturi, specialmente se di origine animale.
– La presenza e la qualità dei carboidrati nella dieta anche per evitare ipoglicemie (ad esempio dettate da diete a troppo basso contenuto in carboidrati senza un criterio oggettivo).
– Il privilegio delle fonti di proteine vegetali anziché quelle di origine animale, visto che ad esempio nei legumi troviamo elevate quantità proteiche con bassissimi livelli di colesterolo alimentare e molte fibre.
– Una dieta bilanciata, ad elevato contenuto di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie.
– Nei casi di sovrappeso e obesità attenzione particolare deve essere data al raggiungimento del peso ideale, posto che c’è una relazione diretta e bidirezionale tra aumento del peso e PCOS.
– L’associazione con una sana e regolare attività sportiva, meglio se di tipo aerobico, per migliorare non solo il profilo cardiometabolico ma anche quello psicologico, fondamentale in ogni percorso nutrizionale e di salute che si rispetti.
– Uno stile di vita sano che consideri anche i ritmi del sonno e del riposo notturno nella regolazione ormonale, una limitazione dei vizi e degli abusi di alcol, fumo ed eccesso di stress.

Tutto questo dovrà essere mirato sulla singola paziente, in modo da garantirle un piano personalizzato e di qualità, che tenga conto delle sue esigenze di vita, dei suoi impegni e dei ritmi familiari e lavorativi, in modo da non crearle un sovraccarico psicologico.
E’ infatti fondamentale, in un’ottica di cura a 360 gradi, uscire dalla logica di cure standard puntando alla persona, per insegnarle ad affrontare cambiamenti in modo positivo e costruttivo e non eccessivamente sacrificante

Per una consulenza privata ci si può rivolgere alla dott.ssa Valentina Fagotto, medico nutrizionista e collaboratrice al progetto di cura della donna nel team della dott.ssa Palmiotto.