Quante volte una ragazza si è sentita dire dal proprio medico:
“Cara, prima dimagrisci e poi vedrai che il ciclo si regolarizzerà”,
oppure:
“Per affrontare una gravidanza, prima devi perdere peso”?
Spesso, però, dopo questa raccomandazione, la paziente riceve semplicemente una dieta o l’indicazione di rivolgersi a un nutrizionista.
Ma dimagrire non significa solo “mangiare meno”.
È fondamentale chiedersi: il medico ha fornito davvero gli strumenti giusti per farlo?
Un problema sempre più diffuso
In Italia, purtroppo, l’obesità è una realtà molto concreta.
Tra i Paesi del G7, siamo secondi solo agli Stati Uniti per prevalenza di obesità infantile e adolescenziale.
E queste giovani ragazze, già in sovrappeso o obese da adolescenti, che futuro possono aspettarsi?
Disturbi del ciclo mestruale, infertilità, insulino-resistenza, problemi metabolici e un aumento del rischio di malattie croniche in età adulta.
Le cause: molto più che “mangiare troppo”
Alla base c’è uno stile di vita disordinato e sedentario:
• poco movimento e scarsa attività fisica,
• troppe ore davanti a TV, smartphone e computer,
• sonno insufficiente,
• e una dieta sbilanciata, spesso ricca di cibi processati e povera di proteine e alimenti freschi.
Tutti questi fattori interagiscono tra loro, influenzando il metabolismo, gli ormoni e persino la regolazione dell’appetito.
Da dove iniziare
Il primo passo è riconoscere l’obesità come una malattia.
Non è un difetto estetico, né una mancanza di volontà: è una condizione complessa, che può compromettere seriamente la qualità della vita, presente e futura.
E proprio per la sua complessità, non può essere affrontata con una semplice prescrizione dietetica.
È necessario superare l’idea colpevolizzante del “se non riesci a dimagrire, è perché non ti impegni abbastanza”.
L’approccio multidisciplinare per combattere e curare l’obesità
Un approccio multidisciplinare
Il peso corporeo è il risultato di molti fattori:
- alimentazione,
- attività fisica,
- equilibrio ormonale,
- motivazione psicologica
- contesto di vita
Per questo il percorso deve essere personalizzato e integrato, coinvolgendo diversi professionisti:
- il nutrizionista, per impostare un piano alimentare corretto e sostenibile;
- il medico esperto di metabolismo e ormoni, per valutare eventuali squilibri endocrini;
- la psicoterapeuta, per supportare la motivazione e il rapporto con il cibo;
- il fisioterapista o personal trainer, per guidare verso un’attività fisica sicura e mirata.
Il successo sta nel lavoro di squadra. Il vero cambiamento nasce da un’équipe che lavora insieme, con una visione comune del paziente e la possibilità di costruire un percorso terapeutico su misura.
In questo modo, la persona non è un semplice “paziente”, ma l’artefice del proprio percorso di salute, accompagnata passo dopo passo verso un equilibrio migliore.