Dolore cronico e terapie per il suo trattamento

Dolore cronico e terapie per il suo trattamento

Dolore cronico e terapie per il suo trattamento

Cosa si intende con dolore?

Ultimamente si parla molto di gestione del dolore fisico, ma cosa si intende con dolore? Nel 2022 l’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ne ha fornito una nuova definizione: “Il dolore è una esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata, anche solo apparentemente, ad un danno organico potenziale o effettivo”.

Questa nuova definizione ha segnato un cambiamento importantissimo, perché ora si ritiene corretto validare e riconoscere un sintomo doloroso anche in assenza di una causa organica individuabile con i sistemi diagnostici attualmente disponibili (TAC, risonanza magnetica, ecografia, esami di laboratorio, …).

In passato, al contrario, il dolore per essere ritenuto meritevole di un trattamento medico doveva essere causato da un danno organico “reale o potenziale”, dimostrabile con le tecniche diagnostiche. Un ambito nel quale questa nuova definizione ha inciso particolarmente è quello del dolore cronico, e soprattutto quello cosiddetto “a causa non nota o indeterminata”.

Il dolore cronico infatti si presenta come manifestazione di diverse patologie, che possono avere una causa nota, come l’artrosi e patologie reumatiche come l’artrite reumatoide e le spondiloartriti, oppure possono essere condizioni a causa indeterminata, come la fibromialgia, la lombalgia cronica, la sindrome dolorosa regionale complessa e il dolore pelvico cronico.

Ma cos’è il dolore cronico?

Per dolore cronico si intende un sintomo doloroso con una durata maggiore di 12 settimane. È una condizione piuttosto frequente, colpisce infatti fino al 30% della popolazione occidentale adulta, con picchi del 40-50% nei soggetti over 45. Può essere dovuto a malattie del sistema muscolo-scheletrico (fino al 75%), a patologie di altri sistemi (come quello nervoso) ma può anche non essere riconducibile ad alcuna causa oggettivabile, e si parla allora di dolore cronico a causa indeterminata.

È importante sottolineare come il dolore cronico si presenti spesso associato a condizioni quali emicrania o cefalea muscolotensiva, stanchezza e fatica cronica, disturbi del sonno, sensazione di offuscamento mentale, sindrome ansioso-depressiva, colon irritabile (alternanza di stipsi e diarrea), parestesie, sindrome della “bocca secca”, ipomotilità esofagea, dolore toracico atipico e vulvodinia, dando origine a presentazioni cliniche multiformi e complesse.

Come si può trattare oggi il dolore cronico?

Le terapie per il dolore cronico si sono evolute negli anni, e si è passati da semplici prescrizioni di farmaci antalgici e antinfiammatori a trattamenti multidisciplinari e multi-step.

Un trattamento multidisciplinare integra diversi approcci terapeutici (terapia farmacologica, interventi fisioterapici, attività motoria, psicoterapia cognitivo-comportamentale, …) mirati a trattare la stessa condizione da diverse prospettive, mentre un trattamento multi-step prevede diverse modalità di intervento a seconda della gravità del quadro clinico.

Secondo le ultime raccomandazioni della principale associazione europea di reumatologia (EULAR) e secondo le ultime indicazioni ministeriali italiane, l’attività motoria è il leader delle terapie rivolte al trattamento del dolore cronico. Nello specifico, si parla di Attività Motoria Adattata (AMA), un tipo di intervento somministrato da professionisti dell’esercizio fisico (in possesso di laurea magistrale specifica) che, mediante un’attività fisica specificamente disegnata sulla base della condizione medica da trattare e delle caratteristiche individuali del paziente, permette di agire direttamente sul sintomo doloroso.

I meccanismi neurofisiologici mediante i quali agisce sono l’interruzione del circolo vizioso “dolore-inattività-dolore”, il rilascio di endorfine inibenti il dolore a livello di sistema nervoso centrale, il rilascio di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina, anch’essi protagonisti dei circuiti neuronali del controllo del dolore. La tipologia di esercizi proposta è sia di tipo aerobico, calibrato in base alle condizioni generali del paziente, sia di contrazione muscolare contro resistenza o strenght training; importante è anche la gamma di esercizi di flessibilità che permettono di aumentare la mobilità articolare. In sintesi l’approccio all’esercizio fisico nella gestione del dolore cronico è fortemente personalizzato, supervisionato da professionisti della salute e caratterizzato da uno schema di progressione “inizia piano e vai lento” per ridurre al minimo gli effetti iperalgesici (che aumentano cioè il dolore) di sforzi non tarati sulle condizioni e caratteristiche del paziente.

 

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